Il “Borgo dell’Asino” a Fieracavalli 2026 rappresenta molto più di uno spazio espositivo: è un laboratorio vivo fatto di valori ed è un luogo di incontro tra memoria e futuro, attraverso il quale la Regione Siciliana promuove i territori rurali e restituisce centralità al patrimonio dell’Isola.
Il Dipartimento dello Sviluppo Rurale e Territoriale della Regione Siciliana presenta a Verona, dal 5 all’8 novembre, un viaggio esperienziale nel Padiglione 1 Future Riders, dedicato alla tutela, alla valorizzazione e alla promozione delle razze asinine autoctone. Tre quelle più rare: l’asino Pantesco, con appena 70 esemplari al mondo;l’asino Ragusano, che conta circa 4mila esemplari in Sicilia, di cui 50 accolti nelle riserve; e il Grigio siciliano, con 14 esemplari attualmente in fase di riconoscimento. Numeri che testimoniano il valore e, al tempo stesso, la fragilità di un patrimonio genetico, storico e culturale la cui salvaguardia rappresenta una responsabilità collettiva e una delle sfide più significative per il futuro delle aree rurali.
Una vetrina rurale con atmosfera siciliana – realizzata grazie al lavoro condiviso del Dipartimentodella squadra organizzativa e dei partner coinvolti – pensata per accogliere famiglie, bambini, appassionati e operatori del settore. Al centro delle attività da scoprire c’è la biodiversità, intesa come salvaguardia delle razze siciliane, espressione di un patrimonio unico da preservare. Emerge in questo “borgo” l’impegno strettamente connesso ai valori dell’identità e della tradizione, attraverso la riscoperta della comunità rurale e del ruolo che l’asino ha ricoperto nel tempo al loro interno. A questi si affianca il principio della sostenibilità, che promuove un rapporto equilibrato tra attività umane, benessere animale e risorse naturali, insieme all’educazione ambientale, che sensibilizza soprattutto le nuove generazioni alla conoscenza degli ecosistemi e alla necessità di proteggerli.
Il Borgo dell’Asino è anche uno spazio in cui prendono forma importanti valori sociali e relazionali. L’inclusione si esprime attraverso esperienze aperte alla partecipazione di tutti e alla valorizzazione delle differenze, mentre il rispetto si traduce nella capacità di riconoscere le esigenze degli animali e di instaurare con loro un rapporto più attento e consapevole. L’empatia nasce dall’osservazione, dall’ascolto, dalla comprensione verso l’asino. È un animale che si distingue per intelligenza e prudenza, ha ottime capacità di apprendimento, memoria, orientamento e riconoscimento. Il valore della relazione emergerà attraverso la sperimentazione di azioni basate sulla fiducia, sulla reciprocità e sulla comunicazione non verbale.
In questo contesto, le attività svolte nel “Borgo dell’Asino” valorizzano l’apprendimento esperienziale, trasformando il gioco, la curiosità e l’interazione diretta con gli animali in strumenti di conoscenza e crescita personale.
In una società sempre più urbanizzata e digitalizzata, nella quale il rapporto diretto con la natura e con gli animali tende progressivamente a ridursi, il Borgo dell’Asino assume un significato cruciale. Dedicare tempo alla relazione con la natura significa riscoprire il valore della cura, offrendo alle nuove generazioni occasioni concrete, e più lente, per sviluppare la sensibilità ambientale. Di fronte alle sfide contemporanee, dalla perdita di biodiversità alla necessità di costruire comunità più inclusive e sostenibili, il patrimonio rurale diventa così una risorsa educativa e culturale capace di contribuire al benessere collettivo. Sarà un’occasione dedicata alla conoscenza degli animali, al rispetto dei loro tempi e dei loro bisogni e alla scoperta della memoria storica.
Il principio della custodia e della responsabilità richiama all’impegno comune di proteggere e tramandare un patrimonio naturale e culturale di straordinario valore che in Sicilia ancora oggi evolve. La conservazione delle razze autoctone dell’Isola fa parte di una visione attuale ed ampia di sviluppo rurale, nella quale la tutela della biodiversità si intreccia con la valorizzazione delle identità territoriali, la diffusione della cultura ambientale e la costruzione di nuove opportunità educative e sociali.
Fonte: comunicato stampa






















